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The Killers @ Ippodromo Capannelle, Roma: il report Luglio 16, 2009

Posted by aimox in Music All Around.
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“Roma come l’Africa”, titolavano i quotidiani della capitale esposti nelle edicole sotto il sole cocente di metà luglio. E in effetti sono state proprio le temperature tropicali ad accompagnare uno degli appuntamenti musicali estivi più attesi, quello che ha visto salire sullo stesso palco del festival Rock in Roma White Lies (ma non erano nemmeno menzionati sul ticket d’ingresso), Franz Ferdinand e The Killers. Oltre al caldo, anche il traffico delirante del tardo pomeriggio ha reso l’approdo all’Ippodromo Capannelle un’impresa alla Indiana Jones, trasformando un tragitto di appena 10 minuti lungo la Appia Nuova (dalla fermata della metro più vicina, “Colli Albani”) in un viaggio della speranza di quasi un’ora a bordo della linea 664.Killers Roma 09
I primi ad animare la serata sono stati i britannici White Lies, all’esordio con un album pieno di singoli ben riusciti in stile Joy Division intitolato “To Lose My Life”. Il pubblico riserva loro un’accoglienza freddina (ma come? non c’era una maledetta afa?), salvo poi dimostrare di apprezzare il sound della band, molto vicina a Interpol ed Editors. Ad appena un giorno dalla loro esibizione romana, seguita poi da quella a Ferrara di spalla ai Bloc Party, è arrivato non a caso l’annuncio di due date live da headliner: il 12 novembre al Piper di Roma e il 13 all’Alcatraz di Milano. I White Lies torneranno presto a far parlare di sé.
Cambio di palco e cambio di sonorità. Ecco salire on stage i Franz Ferdinand, vere e proprie macchine da concerto e animali da festival. In un’ora e dieci minuti Michael Kapranos e soci hanno deliziato il pubblico con i brani dell’ultimo disco (Ulysses, Lucid Dreams, No You Girls), saltando senza troppe remore dall’album d’esordio (Take Me Out, Michael, Fire, Matinée) alle tracce del secondo lavoro (Do You Want To, Walk Away, Outsiders). Tecnicamente abilissimi, non si sono certo risparmiati nello sprigionare ritmo ed energia da tutti i pori.
Superate le 22.30, tocca ai The Killers scatenare gli animi per l’ultima delle tre tappe italiane della band di Las Vegas nel nostro paese (dopo Milano a marzo e Verona a giugno). L’attacco del concerto è oramai un must, una formula che non può essere modificata: rintocchi regolari, conto alla rovescia sullo schermo e Human. Brandon Flowers si rivela subito più loquace del solito lanciando pareri positivi sui fan (“This is a very beautiful audience”) e le ragazze made in Italy (“Beautiful girls”). Suona, balla e canta fino alla mezzanotte inoltrata con il consueto angolo sax (ossia, le tracce dell’ultimo disco con questo strumento tutte accorpate insieme), il momento cover (con Shadowplay) e continui salti, tra singoli e non, da Hot Fuss a Sam’s Town e Day & Age. La platea apprezza, compresa quella straniera: tra americani, francesi, spagnoli e tedeschi l’atmosfera è a tutti gli effetti quella di un festival internazionale. Rapido bis e lo show si chiude con lo spettacolo pirotecnico di When You Were Young, anche questo eletto a reiterata formula di commiato dai presenti, per una conclusione in grande stile.
Fra le pecche della serata segnaliamo le bottigliette d’acqua a 2 euro l’una, il palco un po’ sacrificato, l’assenza di maxischermi degni di questo nome e un poco agile deflusso delle persone al termine dei concerti.

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