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1/12: Loris Mazzetti a Pandemonium Novembre 30, 2008

Posted by aimox in Contenuti On Air, Media.
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mazzettiSe la tv non parla di te, è come se tu non esistessi.
Capita alle persone in cerca di notorietà e visibilità, capaci di fare qualsiasi cosa pur di finire con la propria faccia nell’obiettivo di una telecamera. Capita anche agli eventi, di qualunque natura essi siano: guerre, epidemie, attentati. Se la tv non li nomina, il pubblico non saprà mai della loro esistenza. Scopriamo così che i conflitti nel mondo sono molti di più di quelli che il piccolo schermo menziona. Fate un tentativo provando a contarli: probabilmente vi fermerete elecandoli con le dita di una mano. Eppure sono molti di più, due mani non vi bastano.
Poi c’è l’altra faccia della medaglia, ugualmente deprimente: cioè quando la televisione riferisce di un fatto modificandolo, adattandolo, distorcendolo. Il problema è: riusciremo mai ad accorgercene in tempo, prima che sia troppo tardi? 
Dopo il successo de “Il libro nero della RAI”, Loris Mazzetti, autore del nuovissimo “La macchina delle bugie” (BUR), sarà ospite negli studi di radiocitta’fujiko lunedì 1° dicembre alle ore 16,30.

La playlist ve la faccio io! Su SNAP Novembre 29, 2008

Posted by aimox in Media.
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Ecco la playlist di novembre! Buona lettura e buon ascolto…

playlist-snap-novembre-08

19/11: “Volk” @ libreria Modo Infoshop Novembre 18, 2008

Posted by aimox in Made in Bo, Media.
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resizeNuovo appuntamento di presentazione per il libro “Volk” di Graziano Cernoia e Marco Pasquini (M.Edizioni):

Mercoledì 19 novembre alle ore 21,30 presso la libreria Modo Infoshop di via Mascarella 24/b a Bologna.
Interverranno, insieme agli autori, la scrittrice Francesca Mazzucato e Alessio Aymone, giornalista di Radio Città Fujiko.

Public Enemy il 2 dicembre a Bologna Novembre 17, 2008

Posted by aimox in Made in Bo.
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publicenemyDopo anni di attesa torna in Italia per un’unica imperdibile data a Bologna il gruppo più rappresentativo, dirompente, fondamentale e influente dell’hip hop mondiale.
Chiunque li abbia visti l’estate scorsa, nel tour che celebrava il ventennale di “It Takes A Nation of Millions To Hold Us Back”, si è reso conto che i Public Enemy sono tutto tranne che da consegnare alla storia. Vivi e feroci come non mai, determinati, spettacolari, apocalittici, con una forza etica ed estetica che in questi anni invece di appassire (come alla fine degli anni ’90 sembrava stesse succedendo) sta piuttosto trovando nuova linfa.
I Public Enemy comunque nella storia ci sono già. Semplicemente, uno dei gruppi più popolari e più influenti di tutti i tempi, capaci di segnare più di una generazione portando il rap da semplice intrattenimento a vera e propria “arma artistica”. Album come “Yo! Bum Rush The Show”, “Fear Of A Black Planet”, il già citato “It Takes A Nation Of Millions To Hold Us Back” hanno ridisegnato i confini della musica, stravolgendo il funk, giostrando su sperimentazione, futurismi, rime politicamente incendiarie e un impatto degno dei migliori gruppi rock, su disco come dal vivo.
L’hip hop ha assunto diverse forme, col passare degli anni, così come l’industria dell’intrattenimento nel suo insieme. I Public Enemy hanno saputo navigare a vista: a comprensibili momenti di smarrimento passata l’epocale fiammata iniziale è seguita la capacità di agire sottotraccia, con Chuck D – la “coscienza” dei P.E. – fra i primi a capire l’importanza del web, i cambiamenti del mondo discografico, l’importanza di seminare dal basso. Un punto di riferimento assooluto. Flavour Flav, l’icona giullaresca, ha superato momenti difficili e ha imparato a gestire con ironica astuzia i meccanismi dello show biz, vedi le sue partecipazioni a reality show statunitensi.
Oggi il gruppo conta tre album negli ultimi tre anni (“New Whirl Odor”, “Rebirth Of A Nation”, “How You Sell Soul To A Soulless People Who Sold Their Soul?”), lodati da giornali di grande prestigio e per nulla compiacenti come Mojo, Uncut, The Wire, e in un mondo come quello hip hop dove da anni l’apparenza e i meccanismi del mainstream contano spesso più della sostanza, i Public Enemy continuano a regalare esperienze “vere”.

.:::. Public Enemy
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.:::. Estragon

Supergrass live in Bologna: il report Novembre 7, 2008

Posted by aimox in Made in Bo.
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Gaz si è portato dietro il fratello. Potrebbe essere benissimo il titolo di un film e invece è quello che i fan dei Supergrass hanno potuto notare sul palco dell’Estragon di Bologna lo scorso 5 novembre (e di sicuro anche nella data milanese del tour). Presenza certo non fondamentale nei meccanismi della band di Oxford visto che il ragazzo si è limitato a qualche strimpellata di chitarra e a un paio di colpi di tamburello. Fosse una pagella di “Controcampo” sarebbe: “4. Inutile.”
3595468mIl vero leader invece è lui, Gaz Coombes: baffi alla texana, foulard, cappello, energia da vendere, tanta voglia di parlare al pubblico e una grandissima verve. Oramai i ragazzi non sono più così giovani come nelle foto dei primi album ma l’età sulle spalle non pesa. Anzi, delle due i Supergrass si dimostrano sul palco più maturi e accattivanti. Il loro sound è più deciso. Nel corso della serata spazio ovviamente alle tracce dell’ultimo album (Diamond Hoo-Ha!) con “Bad blood” e la bellissima “Rebel in you” e a quelle più datate: “Pumping your stereo”, “Moving”, “She’s so loose”, “Richard III”. Nella scaletta della serata è mancata l’attesissima “Grace” che purtroppo non è arrivata, nemmeno al momento del bis.
I Supergrass lasciano l’Estragon dopo un’ora e un quarto di concerto. Inutile dirlo ma soldi del biglietto ben spesi, tenuto conto anche del duo di spalla (Juju&Nez) che ha suonato subito prima: i Little Fish, anche loro di casa a Oxford.