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Editors the band. Il blog italiano! Agosto 16, 2008

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In attesa di riprendere le trasmissioni on air, vi annuncio che…
E’ nato il primo blog italiano dedicato agli Editors!
Visitatelo subito cliccando QUI (editorsitalia.wordpress.com).

25 luglio: Editors a Firenze Luglio 24, 2008

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Guido verso la Fortezza da Basso fra tir impazziti, sensi vietati e accessi controllati da telecamere. Bologna in questo è come Firenze. Profumo di carne alla griglia, birra e patatine fritte. Ore 22.35: il ritardo non pregiudica la serata e arrivo giusto in tempo per vedere spegnersi le luci. Sta per iniziare l’ultimo vero concerto degli Editors in Italia (il mio quarto quest’anno), anche se in realtà poi la band girerà ancora per lo stivale in supporto ai R.E.M. di Michael Stipe.
Tom Smith e soci salgono sul palco e, dopo qualche schitarrata di prova, attaccano con Smokers Outside The Hospital Doors, perfetta per cominciare a scaldare il pubblico. La serata prosegue con salti dal primo al secondo disco e ha anche il merito di offrire ai fan nuove tracce, fra l’altro già proposte in altri concerti italiani (vedi quello al Velvet di Rimini) e che molto probabilmente entreranno a far parte del nuovo attesissimo disco, la cui registrazione è cominciata a Natale 2007. La reazione del pubblico è buona.
Editors a dire il vero provati dal lunghissimo tour che li ha portati in giro per il mondo sin da ottobre dello scorso anno e che non darà loro tregua nemmeno in questi mesi estivi, fra nuovi live e partecipazioni a festival. Il bis, composto di due sole canzoni (The Racing Rats e Fingers In The Factories), ha chiuso il primo concerto fiorentino della band inglese.
A presto, in attesa del nuovo album!

La playlist ve la faccio io: su SNAP Bologna! Luglio 21, 2008

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Da pochi giorni è in distribuzione SNAP - Bologna, nuovo magazine free press nato sulla scia di analoghe esperienze raccolte in giro per il mondo. SNAP raccoglie le fotografie di eventi accaduti in città, dalla singola festa di compleanno alla grande festa sponsorizzata da un noto marchio di alcolici. Il segreto? Raccontare sensazioni ed emozioni per immagini, con le espressioni e i volti di chi li vive.
Dal primo numero di agosto su SNAP (pagina 16) c’è anche la mia playlist musicale, ovvero suggerimenti su artisti e brani direttamente dal mondo dell’indie e dell’alternative rock.

“Volk” ora è anche un blog Luglio 11, 2008

Posted by aimox in Feelings.
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E’ entusiasmante quando attorno a un libro nasce una comunità, si sviluppa un senso di appartenenza.
Di “Volk”, libro scritto da Graziano Cernoia e Marco Pasquini, io mi sento già un attore inconsapevole…

  Volk Il Libro’s Weblog

“Volk” di Graziano Cernoia e Marco Pasquini Luglio 7, 2008

Posted by aimox in Contenuti On Air, Made in Bo.
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Lunedì 6 luglio doppia anteprima di presentazione del libro d’esordio di Graziano Cernoia: “Volk”, scritto insieme a Marco Pasquini e pubblicato da M.Edizioni. Il primo appuntamento è alle ore 16 su radiocitta’fujiko, all’interno di Fujiko Bagno 103. Il secondo è alle ore 23.30 nell’ambito del festival Scandellara Rock 2008 (Parco Scandellara).

Sarà per la naturale inclinazione a cercare sempre nuove similitudini o semplici accostamenti ma, se questo libro fosse un film, sarebbe senz’altro un road movie, genere cinematografico che, da “Il sorpasso” a “Easy Rider”, ha saputo raccontare negli anni i viaggi di intere generazioni. Volk non mostra però tutti i crismi tipici di un film della strada: nessun legame con le insegne, esposte al sole cocente, della Route 66; niente a che fare con gli sfiancanti itinerari coast to coast che si perdono all’orizzonte; scarso rilievo dato al mezzo di locomozione, trasformato in un insignificante compagno di esplorazioni.

Volk è sì un personale racconto di viaggio costruito per appunti ma anche e soprattutto un volo della mente: i suoi fugaci frammenti narrativi si spostano da Rimini a Gerusalemme passando per Bologna, Amsterdam e Potocari, lasciano una camera d’albergo sfatta alle prime ore dell’alba per traslocare nei boschi fangosi della Bosnia, abbandonano il tempo presente per evocare, tramite flashback, storie passate di vita vissuta. Ognuno di questi passaggi porta con sé un cumulo di emozioni. Non si tratta, quindi, di un percorso stabile e continuativo dove la cinepresa rincorre un chopper mentre romba lungo la statale, immortalandone le tappe e documentandone i chilometri percorsi. Se fosse un film, Volk imporrebbe al regista ripetuti stacchi nelle inquadrature come se, preso da uno strano tic, lo si vedesse prima ordinare agli attori di posizionarsi sulla scena, poi urlare “ciak” e, dopo una manciata di secondi, interrompere subito l’azione con un improvviso “stop”. La lingua italiana ha una formula indovinata che sa esprimere bene il senso di questi salti repentini: è l’espressione “colpo d’occhio” che, nel suo significato più esteso, indica la capacità di capire le cose al primo sguardo. La palpebra si solleva, la pupilla si ritrae, l’occhio scatta una foto e infine si richiude lasciando fra le mani di questo spettatore istantaneo brandelli di realtà, di situazioni, di persone. Volk vive dei colpi d’occhio del suo autore.

 

Nel road movie ciò che importa non è tanto la destinazione quanto quello che ci si lascia alle spalle. Il libro di Graziano non ha una meta finale, un luogo verso cui spingersi ma, viceversa, possiede numerosi punti di partenza. È come lo snodo di una stazione ferroviaria in cui i suoi dieci binari, terminata la banchina che accoglie i passeggeri, confluiscono gradualmente in uno solo, direzione chissà dove. Quest’unico binario rimasto ha però senso grazie agli altri: le stazioni si affollano di persone, le persone riempiono i vagoni, i vagoni si allontanano stracolmi lungo un binario. Volk è la ricostruzione di appunti di viaggio che nascono dal contatto con le etnie, le religioni, gli stati: è la storia di un tecnico del suono, avvezzo a girare il mondo per lavoro, che quelle etnie, quelle religioni, quegli stati se li è ritrovati spesso dinnanzi agli occhi testando così sulla propria pelle il concetto, labile e vago, di “confine”. Graziano ha vissuto, ha sperimentato, ha assimilato: ma soprattutto ha sviluppato uno sguardo d’insieme (vedete? L’idea di “colpo d’occhio” torna ancora), quell’occhiata a tutto campo che ti fa chiamare un libro Volk. Popolo. Viva il singolare.

(Recensione di Alessio Aymone)

Monografia sui Counting Crows: 4a puntata Luglio 7, 2008

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Quarta e ultima puntata. Si chiude anche questo ciclo di Portrait nel corso del quale Alessio Aymone e Susanna Ghazvinizadeh vi hanno portato per mano lungo tutta la discografia dei Counting Crows. In questo ultimo appuntamento (radiocitta’fujiko, ore 13) rimangono da affrontare le tappe più recenti della band, ossia il secondo live intitolato “New Amsterdam: Live at Heineken Music Hall February 6, 2003″ (Geffen, 2006) e l’ultimo album in studio, il quinto: “Saturday Nights and Sunday Mornings” (Geffen, 2008).

Scaletta della puntata:
Album: New Amsterdam Live (Geffen, 2006)
1. Miami
2. Hanginaround

Album: Saturday Nights and Sunday Mornings [Geffen, 2008]
3. You Can’t Count On Me
4. 1492
5. When I Dream of Michelangelo
6. Los Angeles

Vince la Spagna ma la Germania dov’era? Giugno 30, 2008

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Questi del 2008 sono stati gli Europei delle squadre crollate all’improvviso. E’ stato il caso di Olanda, Russia e Germania, squadre che dopo aver inanellato grandi prestazioni non si sono poi dimostrate all’altezza nella partita più decisiva. Nella finale di Vienna i tedeschi hanno retto bene i primi venti minuti, salvo poi far vedere di che pasta sono realmente fatti: imprecisi in difesa (da un errore è nato il gol di Torres nel primo tempo), nervosi in campo (Ballack si fa notare più per i tackle che per i tiri in porta), disorganizzati nel gioco (subita la rete della Spagna, hanno subito perso lucidità e gioco).
Germania deludente ma iberici tutto fuorché impeccabili e straordinari. A premiare la squadra di Aragones è soprattutto la continuità di risultato e di formazione, contando che la lotteria dei rigori con l’Italia poteva già escluderla ai quarti se la girandola dei penalty fosse andata in modo diverso. Bravo comunque il tecnico spagnolo, che tutti hanno osannato come saggio probabilmente per via solo dei suoi capelli bianchi: ha sempre schierato la stessa formazione e proposto i medesimi cambi in corso d’opera. Forse l’avrebbe fatto anche Donadoni, che però è troppo giovane per meritarsi l’etichetta di “saggio”. Nel calcio o sei in o sei out.

P.S.: in realtà non volevo scrivere un post sul calcio, ma ero curioso di capire cosa si prova a sentirsi per un minuto come Gianni Mura…

Rinviata la 4a puntata sui Counting Crows! Giugno 30, 2008

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A tutti i fan dei Counting Crows e agli ascoltatori di radiocitta’fujiko: la quarta e ultima puntata della monografia sulla band di San Francisco, in programma per oggi, è stata posticipata a lunedì 7 luglio. In quell’occasione il ciclo si chiuderà con il secondo live del gruppo e con il più recente album in studio: rispettivamente, New Amsterdam Live At Heineken Music Hall (Geffen, 2006) e Saturday Nights and Sunday Mornings (Geffen, 2008).

Monografia sui Counting Crows: 3a puntata Giugno 23, 2008

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I Counting Crows erano in Italia proprio ieri, all’Heineken Jammin’ Festival. Se c’eravate, date un segno!
Ma torniamo a noi perché oggi, lunedì 23 giugno, va in onda la terza puntata della monografia sulla band capitanata da Adam Duritz. Nei sessanta minuti a disposizione (appuntamento alle ore 13) ci sarà spazio per This Desert Life (Geffen, 1999) e Hard Candy (Geffen, 2002), rispettivamente terzo e quarto album in studio del gruppo californiano.
Adam Duritz passa dalla consapevolezza di essere una star alla riflessione sul proprio io: l’autobiografia e il ricordo sono i due elementi principali dei dischi in questione. La vita sentimentale piuttosto movimentata e travagliata si accompagna alla solitudine (e spesso pure all’insonnia), conseguenza inevitabile quando l’ambizione di sfondare nel mondo della musica provoca un distacco irrecuperabile con gli amici e gli amori. Non tutti, infatti, sono disposti ad assecondare il comportamento, magari ossessivo e morboso, di chi vuol realizzare uno sogno. Al punto che il semplice desiderio può essere più dolce e stimolante del risultato raggiunto: volere una cosa è forse meglio dell’averla ottenuta.

Scaletta della terza puntata:
Album: This Desert Life (Geffen, 1999)
1. Hanginaround
2. Mrs Potter’s Lullaby
3. All My Friends
4. I Wish I Was A Girl

Album: Hard Candy (Geffen, 2002)
5. American Girls
6. If I Could Give All My Love (Richard Manuel Is Dead)
7. New Frontier
8. Goodnight L.A.

Monografia sui Counting Crows: 2a puntata Giugno 16, 2008

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Lunedì 16 giugno va in onda la seconda puntata di Portrait sui Counting Crows. Dopo il disco d’esordio datato 1993 la band californiana torna a farsi sentire con Recovering The Satellites (Geffen, 1996). Tre anni di assenza dalla scena sono serviti al frontman del gruppo, Adam Duritz, per capire come il successo stravolga la vita. Se nel disco precedente il sogno era quello di diventare una rockstar calamitando su di sè l’attenzione di fans e ragazze, nel secondo album viene inserita la retromarcia al punto che alcune voci già parlavano, prima della pubblicazione di Recovering The Satellites, dello scioglimento del gruppo.
Nella seconda puntata ci occuperemo anche del primo live della band, uscito nel 1998 e registrato a New York: Across A Wire, Live in New York City. Si tratta del concerto conclusivo del tour promozionale legato al secondo disco, tenutosi all’Hammerstein Ballroom nella Grande Mela. Il cd include due dischi: il primo contiene la performance newyorchese, mentre il secondo un acoustic set registrato nel corso di un programma tv (Storytellers su VH1).

Scaletta della seconda puntata:
Album: Recovering The Satellites (Geffen, 1996)
1. A Long December
2. Angel of The Silences
3. Daylight Fading
4. Have You Seen Me Lately

Album: Across A Wire. Live in New York City
5. Recovering The Satellites (disc two)
6. Chelsea (ghost track, disc one)
7. Anna Begins (disc one)

Recovering The SatellitesLive in New York